come vendere on line dopo il covid

Come vendere on line dopo il COVID-19?

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La brama di predominio su Clubhouse è probabilmente la rappresentazione più concreta dello scollamento fra marketing reale e marketing digitale.

Se da una parte troviamo piccole e medie imprese che si interrogano sul post-pandemia (se di post pandemia si può realmente parlare), c’è una bolla social(e) che tenta la scalata a un nuovo social network basato su tecnologia audio, Clubhouse,  alla ricerca di una nuova fonte di giovinezza per il digital marketing.

Senza voler in alcun modo togliere valore ai “ricercatori” del digital marketing, questa pesante scollatura fra tattica e strategia sembra voler ignorare che stiamo affrontando una delle più grandi accelerazioni tecnologiche del nostro secolo.

VENDERE ON LINE DOPO IL COVID 19: UN’ACCELERAZIONE DIGITALE PERICOLOSA

Ciò che il COVID ha fatto ai nostri processi digitali è una sorta di “accelerazione di 10 anni in 10 mesi”.

Questo cambio repentino di scenario deve portare le azienda e a fare i conti non con un digitale tattico, ma con un digitale strategico per poter fare business e non solo mirare alla “sopravvivenza”.

Già in molto altri numeri di MegaBite abbiamo trattato l’argomento della vendita digitale dal punto di vista dell’advertising, delle piattaforme, delle opportunità omnichannel, del social commerce e dell’influencer marketing.

In questo secondo numero del 2021 vogliamo approcciare la vendita on line riportando la nostra esperienza diretta con le aziende che seguiamo e con cui lavoriamo sul tema e-Commerce.

VENDERE ON LINE: 5 NUOVI SCENARI DA COMPRENDERE SUBITO

Questa pandemia ha portato alla luce 5 nuovi paradigmi del commercio digitale, ovvero 5 lezioni che abbiamo dovuto imparare e che vogliamo condividere in anteprima con i nostri lettori.

  1. IL PREZZO FA. IL PREZZO DISTRUGGE.
    Possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma la tematica del prezzo è FONDAMENTALE in una fase post-pandemica.

Fatte le dovute eccezioni per i brand lovers, le aziende che vogliono presidiare il digitale devono arrendersi al fatto che se “non hanno il prezzo” almeno nella fase di lancio del prodotto, stanno giocando il 6 nazioni con una pallina da golf.

  1. Il POST VENDITA NON È UN OPTIONAL

Davvero c’è chi pensa ancora che on line basta vendere per reggere un piano e-Commerce?

E tutti quei resi, quei pezzi difettosi, quelle consegne arrivate in ritardo, quei pacchi smarriti, quel customer care affidato al caso? Magari alla segretaria che lo fa quando ha 5 minuti liberi.

Se stai ancora approcciando il mercato digitale in questo modo, sappi che sei fermo al 2004. Ti conviene galoppare svelto per rendere il servizio di post vendita puntuale, cortese ed efficace in quanto non costituisce solo un momento di incontro con un acquirente ma un vero e proprio strumento di reputation management e fidelizzazione.

  1. UNA SOLA MODALITÀ DI PAGAMENTO NON BASTA.

Acquistare on line per un utente vuol dire fare un gesto di “fiducia cieca” nei confronti di una fredda pagina web, cui affida dei soldi per aver in cambio, si spera, l’oggetto desiderato.
Questo gesto di fiducia deve essere tecnologicamente supportato dalle migliori opzioni presenti sul mercato. Per questo motivo offrire al cliente pochi sistemi di transazione (magari bypassando PayPal) è un autogoal clamoroso.

Essere carente sui servizi di pagamento nel mondo del commercio digitale vuol dire offrire un potenziale cliente, acquisito attraverso un funnel di conversione, alla piattaforma competitors tecnologicamente più avanzata

  1. L’OMNICANALITÀ È LA PIETRA ANGOLARE DELLA TUA STRATEGIA

Dobbiamo essere concreti: non si può più pensare  di vendere on line solo attraverso un canale di push marketing e solo attraverso piattaforme owned.

Già prima del COVID-19 avevamo assistito a una frantumazione del funnel, data dall’esplosione di touchpoint e da una spietata guerra da parte dei brand per ottenere attenzione da parte degli utenti.

La pandemia ha semplicemente fatto esplodere, in maniera accelerata, la necessità di strategie multicanale per accerchiare “l’attenzione dell’utente”.

Senza questo tipo di approccio,  il commercio digitale rischia di rimanere un business piantato su un foglio excel del 2003.

  1. LA LOGISTICA COME SPINTA DORSALE DEL COMMERCIO ELETTRONICO

Uno dei grandi freni inibitori dello shopping  on line è il basso trust che si nutre nei confronti delle compagnia di consegna.
La disponibilità dell’utente finale di comprare on line cala anche di fronte a un prezzo vantaggioso, se non si ha l’opportunità di capire con la maggior precisione possibile quando e come sarà consegnata la merce acquistata.

La nascita degli Amazon Locker, dei locker refrigerati per la spesa alimentare, il moltiplicarsi dei punti di ritiro e il moltiplicarsi di opzioni di consegna che offrono coin di sconto per le prossime consegne a fronte di un arco temporale di delivery più esteso, sono solo i primi sintomi di un sistema caotico che deve ancora trovare la sua forma migliore.

Amazon, con la formula Prime, ha piegato il mercato costringendo le PMI a forme di consegna difficilmente sostenibili.

Le PMI, per approcciare un mercato “corrotto” dal sistema Amazon, devono coniugare marginalità di prodotto, esigenze dell’utente e customizzazione dell’esperienza. 

È solo attraverso una visione integrata di questo tipo, ovvero che non rincorre il modello Amazon ma diversifica, che si può realmente parlare di pianificazione digitale della vendita on line.

Amazon, ad esempio, può essere usato come sistema di acquisizione del primo contatto/acquisto: successivamente, si può offrire un prodotto omaggio/una spedizione omaggio attraverso promo ben esplicite nei manuali di istruzioni o nel pack de prodotto comprato, per traghettare i clienti Amazon verso il nostro sito web.

A fronte di una consegna più sostenibile, si può offrire al cliente uno sconto sul prossimo acquisto oppure una preview sui prossimi pezzi/modelli.

Se è vero che la logistica del commercio digitale si gioca soprattutto sulla velocità, ricordiamoci che ci sono fattori secondari (ma non troppo) che possono permetterci di ragionare la vendita on line uscendo dalla rincorsa ad Amazon per aprire la sfida a un campionato “più geolocal” basato sul trust, post vendita e personalizzazione e non solo sulla velocità.


Come ti abbiamo già detto nel nostro primo #MegaBite, non ti lasceremo mai con 3 soluzioni cotte e mangiate, né con i 3 segreti definitivi e l’errore invisibile che tutti commettono per fatturare triliardi di paperdollari.


Sei interessato ad approfondire la progettazione di piattaforme di digitali finalizzate alla vendita?


Eccoci qui con 3 domande per farti riflettere sulla tua percezione del commercio digital post pandemia.
Alla luce di quanto letto:

  1. Giudichi adeguato il tuo servizio di post vendita?
  2. Qual è la prima cosa che farai per fidelizzare i tuoi utenti attraverso il tema della logistica?
  3. Quale pensi sia il tuo lato più carente sul tema della vendita digitale?

 Se vuoi condividere con noi le tue riflessioni puoi  inviarci un DM o taggarci su

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Facebook: @Magilla.Agency

LinkedIn: @Magilla.Agency

per raccontarcelo.

Raccoglieremo e analizzeremo tutti i feedback per le prossime uscite di MegaBite.

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