Content Creation Mobile First

Il sito?
Mobile fist.
L’ecommerce?
Mobile first.
La UX?
Mobile first.
E il contenuto?
Scrivi poco che la gente non legge. Poi mettici una foto.

Chi lavora nelle retrovie della comunicazione, con non poca amarezza, avrà sorriso rileggendo questo comune scambio di battute.
Da almeno 4 anni lo smartphone ha definitivamente cambiato le nostre opportunità di navigazione: se nel contesto di progettazione digitale il concetto di “mobile first” è pienamente entrato nel vocabolario di marketers e developer, per chi produce content viene chiesto di essere brevi, poiché la brevità viene scambiata per mobile first. E tutto il resto cade nel dimenticatoio della generalizzazione.

LA PRODUZIONE DEI CONTENUTI MOBILE FIRST

La produzione di contenuti o, per la dirla alla Instagram, la content creation, è una professione che negli ultimi anni ha subito la maggior parte delle rivoluzioni silenziose, spesso sfociate in vere e proprie banalizzazioni.
Quali sono, nella tua esperienza, i luoghi comuni che affliggono la creatività con la rivoluzione del traffico da mobile?

Noi ne abbiamo trovati 7, che ti condividiamo. Naturalmente aspettiamo le tue risposte su Instagram (non dimenticare di usare il tag @magilla.agency)

I LUOGHI COMUNI SULLA CONTENT CREATION

  1. Scrivi poco che da telefono la gente non legge;
  2. Metti una bella foto colorata così sul telefono si vede;
  3. Usa le lettere maiuscole all’inizio delle parole così ti distingui;
  4. Metti le emoji così sembra un messaggio su whatsapp;
  5. Nel video metti subito il logo del brand;
  6. Fallo verticale;
  7. La CTA più grossa.

Fare contenuto mobile first non vuol dire fare nessuna delle azioni precedentemente indicate. La content creation mobile first è una vera e propria disciplina su cui Instagram, TikTok, Facebook e Twitter, grazie alle relative “academy” o aree di approfondimento, stanno facendo cultura.
Da un lato le nuove interfacce ci permettono di editare i nostri contenuti in modo sempre più nativo,  dall’altro le funzionalità di piattaforma sono sempre più orientate alla generazione di interazione rispetto alla creatività puramente estetica.
L’esempio più illuminante di quanto detto è rappresentato dal back end di TikTok: un  vero e proprio pannello di video editing che permette anche ai più inesperti montatori di video di generare contenuti dinamici come se fossero  stati “sottoposti” a montaggio.

CONTENT CREATION MOBILE FIRST: QUALI SONO LE REGOLE D’ORO?

In questo numero di MegaBite, grazie alla nostra infografica “liquida”  (ti spiegheremo fra qualche riga il concetto di infografica liquida) abbiamo deciso di mostrarti la nostra visione della content creation mobile first.
Ti lasciamo con 7 spunti creativi e strategici utili e piegare a tuo favore l’attenzione del tuo target.

  1. Le inquadrature sono mobile first.
    Ogni volta che devi creare un contenuto social integrato a una componente visuale, devi ricordarti con non esistono solo le regole classiche della fotografia. Alla normale regola dei terzi, devi affiancare “la regola dei pollici”. In quanti pollici puoi raccontare questa storia in modo tale che sia immediata?

Ogni volta che progetti una ripresa, ricorda di simulare con uno smartphone ciò che il tuo utente finale vedrà nei primi 2 secondi. Sono quelli cruciali per bucare l’attenzione del tuo utente.

  1. La call to audience è contextual mobile first.
    Cosa fai quando senti una notifica del tuo telefono? Cosa interrompe lo scorrimento automatico della tua timeline? Dove ti trovi quando vuoi “perdere tempo” con il tuo smartphone? Se non riesci a immaginare il contesto di fruizione, non puoi definirti content creator.
    Come chi fa spot radio immagina un contesto in cui l’uditore potrebbe essere al volante (e quindi fa pressione su quelle zone di comfort), allo stesso modo chi crea contenuti mobile first dovrebbe “giocare” coi contesti (e quindi immaginare anche il suo utente mentre scrolla il newsfeed in bagno!)
  2. Non è un clic, ma un tap.
    Produrre un contenuto mobile vuol dire mettere in gioco il contatto fra schermo, mano e azioni ripetute. Pensa sempre a cosa ti aspetti da un clic, a cosa ti aspetti da un tap e alle reazioni che hai quando sperimenti queste due esperienze con due “prolungamenti” diversi;
  3. Non è uno schermo, ma l’estensione della tua personalità.
    Lo smartphone è molto di più di una versione più piccola del nostro computer. Si tratta di un oggetto che sta sempre con noi, che rappresenta il nostro modo di organizzare il nostro tempo nella società. Il tempo che vi dedichiamo spesso è focalizzato su foto, selfie e collezione di momenti felici. Se non troviamo il modo di personalizzare il nostro content marketing attraverso post o stories realmente interessanti, ricorriamo a nuovi strumenti di comunicazione che gli utenti possono utilizzare per personalizzare i loro contenuti: filtri, badge, stickers. La content creation mobile first corre veloce, se non siamo buoni corridori possiamo fornire delle buone scarpe ai nostri atleti;
  4. Non è solo una questione di sguardi.
    Tocchiamo i nostri smartphone, ne ascoltiamo i suoni. Ancora non li mordiamo e/o annusiamo. Cerchiamo di prepararci alle evenienze più assurde: nel frattempo chiediamoci anche se i nostri contenuti vanno oltre il senso della vista per dare un significato più profonda alla strategia.
  5. Non è corto il contenuto, ma rapida l’intuizione.
    Ogni volta che veniamo bollati come creatori di contenuto, il rischio di precipitare in una spirale del “deve stare in 4 parole” è dietro l’angolo.
    Facciamo un patto col nostro audience: non banalizzeremo il contenuto per semplificarlo e renderlo subito leggibile in pochi secondi. Faremo appello ai ciò che davvero può coinvolgere, anche solo per un millisecondo, queste persone. Basta tempi morti di transizione nei video. Basta post allungati “per fare seo”, basta quotes emozionali per non dire nulla. I nostri utenti hanno bisogno di contenuti prodotti da persone vere per riconoscersi in determinate esperienze. Hanno bisogno di capire prezzi, disponibilità e vantaggi senza dover fare troppi tap.
  6. Non è l’era della perfezione.
    Meglio 10 contenuti imperfetti che 5 contenuti autoreferenziali totalmente noiosi ma bellissimi.
    La perfezione, per i content creator digitali, è una ambizione astratta cui difficilmente si arriverà poichè non è prioritaria nel content marketing odierno. Allo shutterstock, preferiamo l’imperfezione degli scatti reali.

Come ti abbiamo già detto nel nostro primo #MegaBite, non ti lasceremo mai con 3 soluzioni cotte e mangiate, né con i 3 segreti definitivi e l’errore invisibile che tutti commettono per fatturare triliardi di paperdollari.

Eccoci qui con 3 domande per farti riflettere sulla tua strategia di content creation mobile first.


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Alla luce di quanto letto:

  1. Qual è la prima cosa che senti ti sta mancando ora come ora per affrontare il mobile first?
  2. Qual è la prima cosa che ti annoia sui social?
  3. Quanto pesano le banche immagine nella tua produzione di content?

 Se vuoi condividere con noi le tue riflessioni puoi  inviarci un DM o taggarci su

Twitter: @Magilla_Agency

Instagram: @Magilla.Agency

Facebook: @Magilla.Agency

LinkedIn: @Magilla.Agency

per raccontarcelo.

Raccoglieremo e analizzeremo tutti i feedback per le prossime uscite di MegaBite.


Pensavi ci fossimo dimenticati di spiegarti cosa intendiamo con infografica liquida? Eccoci qui per te: sul nostro profilo Instagram, una volta a settimana, troverai una stories realizzata secondo i tips della nostra infografica, per dare corpo ai suggerimenti dati! Ti aspettiamo su Instagram su @Magilla.Agency

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