La privacy è davvero importante per i consumatori?

Privacy e protezione dati: da dove si parte e cosa aspettarsi nel 2022

Nel 2022 la privacy del consumatore e la gestione dei suoi dati nel rispetto del GDPR influiranno quanto mai prima d’ora il modo di affrontare il digital marketing. Le regole sul processo di raccolta dati, così come il loro utilizzo, cambiano frequentemente e questo implica un adattamento continuo delle aziende e dei vari partner tecnologici a cui queste si affidano per incrementare le loro vendite online.

Da marketer, tuttavia, una domanda sorge spontanea: il consumatore finale è davvero così geloso della sua privacy? E se così fosse, che valore aggiunto possono dare le Customer Data Platform?

I cambiamenti sul fronte privacy negli ultimi anni si sono verificati in modo frenetico e su larga scala, coinvolgendo diversi paesi. Questo tema è sulla bocca di tutti e anche i colossi Tech si sono mossi a riguardo. Apple è stata la prima ad agire con un’azione concreta: l’introduzione lo scorso giugno della funzione Mail Privacy Protection atta a garantire un maggiore sicurezza sull’utilizzo e gestione dei dati degli utenti.

Ma siamo così certi che la questione privacy sia davvero così impellente per il consumatore? Una ricerca condotta da Epsilon, un colosso del data marketing americano, riporta che l’80% dei consumatori si dichiara disposto a condividere i propri dati comportamentali se ciò gli permette di ricevere una migliore esperienza di acquisto.

Questo dato statistico, da cui trae spunto questo numero di MegaBite, ci induce a riflettere ancora una volta sul mondo della “privacy e gestione del dato”, su come questo trend influenzerà lo sviluppo delle Customer Data Platform e su come queste ultime siano necessarie per tutelare (e tutelarsi) da qualsiasi controversia.

Tutto quello che c’è da sapere su privacy dei dati, informazioni condivise e sovranità su di essi

Partiamo dall’ABC: i regolamenti sulla privacy riguardano tutte le pratiche necessarie affinché i dati condivisi dai clienti siano utilizzati esclusivamente per lo scopo previsto. Questo perché è diritto degli individui avere il controllo (espresso tramite consenso informato) sul processo di raccolta dei propri dati personali e del loro utilizzo.

I dati possono distinguersi in:

  • dati personali
  • dati confidenziali (es. numero carta di credito, etc.)
  • proprietà intellettuale 

L’obiettivo del regolatore è quello di garantire il rispetto dei requisiti normativi, nonché di proteggere la riservatezza e l’immutabilità del dato. Ma questi dati dove vengono gestiti e immagazzinati? Ecco, quindi, emergere il tema della sovranità del dato.

La gestione del dato deve rispettare le leggi vigenti nel paese in cui risiede il cliente. Questo tema è diventato cruciale con la diffusione di servizi cloud. Nella maggior parte dei paesi, infatti, la privacy del dato è un concetto legale, non tecnologico. Nell’Unione Europea, ad esempio, la privacy dei dati è riconosciuta come un diritto fondamentale.

Privacy e CDP: come la tecnologia cambia in funzione della necessità

Le Customer Data Platform, negli ultimi anni, sono entrate nel linguaggio comune, proprio perché la tecnologia, e le aziende con essa, si evolvono in funzione della legislazione vigente che è diventata sempre più stringente negli ultimi anni. E sembra che questa tendenza si prolunghi anche nel prossimo futuro.

Per tale motivo, dal punto di vista del mercato, le caratteristiche intrinseche delle Customer Data Platform le rendono uno strumento chiave per operare in modo efficiente e nel rispetto della privacy. Ma quali sono queste caratteristiche per le quali le CDP diventeranno nel medio periodo la conditio sine qua non per operare nel mercato?

Gestione del dato semplice e centralizzata, in conformità con GDPR e CCPA

Sia il GDPR che il CCPA garantiscono ai consumatori il diritto di richiedere quali informazioni un’azienda sta conservando su di loro. In assenza di Customer Data Platform, i dati sono raccolti e conservati su diverse piattaforme che spesso non comunicano tra loro e, quindi, alcune informazioni possono andare perse. Tutto questo risulta essere un enorme problema per le aziende, perché il rischio di una multa salatissima è dietro l’angolo.

Ecco, quindi, l’importanza della prima caratteristica intrinseca della CDP, ossia quella di accentrare il dato e di estrapolarlo in modo semplice e veloce, in piena conformità con i regolamenti sulla privacy, compreso il “Diritto all’oblio”, rendendo facile per le aziende eliminare i dati dei clienti non essenziali (o che ne fanno domanda).

Zero-Party e First-Party Data

Da quando è nato il digital marketing, gli operatori del settore hanno sempre mostrato una grande dipendenza dai fornitori di dati di terze parti (i.e. Meta, Google, etc.) per definire il target delle loro attività, pagando una fee per questo servizio alquanto importante. 

Nell’era della privacy per un’azienda combinare i dati dei clienti di prima parte (first-party data) con quelli di terze parti (third-party data) può rivelarsi non solo problematico, ma anche svantaggioso poiché il rischio di violare le normative sulla privacy è molto alto. Come fare quindi?

In aiuto arriva la seconda caratteristica della CDP, ossia quella di eseguire questo processo di clusterizzazione e definizione del target, utilizzando dati di prima parte e di zero parte (zero-party data) già disponibili nella piattaforma e concessi direttamente dal cliente all’azienda nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Parola d’ordine: omnicanalità

La terza caratteristica intrinseca delle Customer Data Platform è la centralizzazione dei dati raccolti in un unico punto, anche se provenienti da diverse fonti (i.e. sito e store fisico, eventi e festival, interviste, etc). Ciò permette di creare sinergia ed efficienza nei diversi canali, siano essi fisici o digitali, mantenendo il livello di esperienza del cliente in linea con la promessa del brand e, soprattutto, con le aspettative del cliente stesso.

Torniamo alla domanda iniziale: cosa vuole veramente il consumatore finale?

È evidente che i consumatori non si limitano a “volere tutto” senza dare niente, anzi: condividono volentieri i loro dati con i brand, se ciò gli garantisce un vantaggio nel loro processo di acquisto. Semplicemente pretendono, come loro diritto, che questo dato sia utilizzato nel modo corretto. 

Diventa quindi uno scambio equo tra le parti: mi fido di te (azienda) e ti concedo di conoscermi meglio a condizione che questo permetta a me (cliente) di avere un’esperienza migliore. E lo vogliono qui e ora. Per tale ragione, una moderna Customer Data Platform diventa essenziale se si vogliono rispettare le promesse e soddisfare le aspettative del cliente.

Qualora fossi interessato ad approfondire come la CDP ti permetterà di sviluppare il business in osservanza delle normative, siamo qui per aiutarti. D’altronde non è sufficiente detenere le informazioni, bisogna sapere come monetizzarle, rispettando fiducia e aspettative del consumatore.


Team Magilla

Un team di innovatori, smanettoni, analisti, marketer e designer di talento con la passione per il digitale in tutte le sue forme.

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