PROGETTAZIONE DIGITALE: IL SEGRETO È LA CONTAMINAZIONE

In ogni ambito, dall’analogico al digitale, dall’agricoltura alla biologia marina, ci sono tematiche calde che tendono a polarizzare anche i più pazienti esperti di settore.
Il marketing non si esime da queste dinamiche (anzi, potremo dire che una parte del marketing vive di questi drama moments): ogni mese muore la SEO, poi i blog, in seguito Facebook viene dato per finito, fino ad arrivare all’idolatrazione totale di nuovi trend ( vedi il boom di Snapchat di qualche anno fa) scambiati per rimedi strategici miracolosi per il proprio progetto.

PROGETTAZIONE DIGITALE: CONIUGARE I PUNTI DI VISTA

Questi confronti, approcciati da un determinato punto di vista, sono in realtà estremamente proficui, in quanto permettono una contaminazione fra competenze diverse.

Fra le diatribe più frequenti nel nostro ambito (e nel nostro ufficio), in questo numero di MegaBite vogliamo focalizzarci sullo “scontro degli scontri”:  da una parte le ragioni del reparto sviluppo, dall’altro lato del tavolo i minimalisti della user experience, in un angolo i creativi e da una parte ancora… i tanto temuti SEO.
Nella progettazione di una piattaforma digitale, che si tratti di un applicativo, un eCommerce o un “semplice blog”, non è facile mettere d’accordo queste competenze.
Chi si occupa di ottimizzazione della piattaforma, necessita di una struttura veloce, ricca di testi sapientemente focalizzati su una strategia di search optimization.
Chi si occupa dell’esperienza utente predilige soluzioni snelle, senza orpelli testuali o visuali al fine di non intralciare i visitatori del sito.

Chi si occupa di creatività mette al primo posto una progettualità utile a rappresentare il brand o il progetto del sito uscendo fuori dagli schemi, dando al lavoro un allure magnetico.

Chi si occupa di sviluppo… di solito chi si occupa di sviluppo rimane della sua idea e al massimo cede per sfinimento, ma trova sempre la soluzione tecnologica utile per rendere la piattaforma realmente performante (speriamo che i programmatori che stanno leggendo questo numero di MegaBite colgano la nostra ironia).

Nessuno dei punti di vista proposti dalle varie “fazioni” è sbagliato ma, all’atto pratico, non è possibile dare ragione a tutti i reparti: è necessario fare delle scelte ben ponderate (e tornare sui propri passi) cercando di pesare, in ordine di priorità ciò che davvero conta nel progetto.

5 COSE CHE DEVI RIPENSARE QUANDO PROGETTI UNA PIATTAFORMA DIGITALE

Immaginiamo che anche voi che ci state leggendo avete dovuto affrontare il turbinio decisionale legato alla progettazione di piattaforme digitali.
Per questo motivo abbiamo deciso di condividere con voi 5 spunti di riflessione per porvi in modo diverso quando dovrete affrontare il prossimo progetto.

1. POP UP O NON POP UP?

Attirare l’attenzione dell’utente è l’obiettivo primario di ogni progetto di marketing e comunicazione.
Nel 2020 sono ancora presenti numerosi siti web che interrompono la navigazione con un bel POP UP che invita a iscriversi alla newsletter o che annuncia una novità che riguarda il brand.
Siamo certi che il POP UP sia ancora la soluzione migliore per ottenere dall’utente l’azione che si desidera?
Hubspot, sito sovrano dell’inbound marketing, continua imperterrito a proporci anche il POP UP come soluzione dominante per catalizzare l’attenzione di potenziali lead (con decine e decine di variabili strategiche personalizzate).
Prima di schierarvi a favore o contro questo tipo di servizio, avete mai controllato i tassi di conversione, i tassi di chiusura e i tassi di abbandono piattaforma riconducibili ai vostri pop up?

2) TARGET=_BLANK PER NON PERDERE L’UTENTE

Quando dovete impostare la destinazione di apertura di un collegamento ipertestuale interno al vostro sito, quale opzioni scegliete preferenzialmente? E perché proprio il “_blank”?
Questo tipo di esperienza viene sempre consigliata per evitare che l’utente non “perda” la scheda di navigazione di partenza e, in aggiunta, per aiutare il sito a mantenere su piattaforma i suoi navigatori.
Siamo davvero certi che non l’avvento del mobile questa sia soluzione migliore?
Quante volte, da smartphone, tornate su una scheda di navigazione iniziale aprendo tutte le schede disponibili del browser?
Quante volte cercate la scheda di navigazione di origine usando il tasto “back”?

3) LO SLIDESHOW CI AIUTA A RACCONTARE TUTTO. OVVERO NIENTE.

Veniamo al GRANDE NEMICO dei siti web: amato dalle aziende perché permette di raccontare in home page, con un solo clic o con uno scorrimento automatico, tutte le novità del momento. Stiamo parlando di Mr. Slideshow!

Vi siete mai chiesti quanti utenti vanno realmente oltre la prima foto del vostro slideshow?
Avete mai usato uno strumento di tracciamento come HotJar o Crazy Egg per capire cosa se ne fanno gli utenti delle foto che seguono il primo scatto?
Noi questa domanda ce la siamo fatta e riteniamo che la migliore opinione in merito ci sia stata data proprio dall’omonimo sito web “ShouldIusecarousel?

4) I SITI WEB VELOCI VENGONO INDICIZZATI MEGLIO DA GOOGLE

Siamo realmente certi che il motivo per cui un sito web dovrebbe essere veloce è “far piacere a Google”.
Un sito web veloce permette a un utente di
– compiere un acquisto risparmiando tempo;
– evitare la tentazione di informarsi altrove;
– vedere più prodotti, moltiplicando le opportunità di acquisto.
I siti dovrebbero  essere progettati sulla base di obiettivi e per assecondare le regole dei motori di ricerca: dobbiamo ricordarci che vendiamo a utenti che usano anche Google, ma non stiamo vendendo a Google

5) UNA BELLA IMMAGINE VALE PIÙ DI MILLE PAROLE

Siamo realmente certi che tagliare i testi sia la soluzione migliore per rendere i siti più appetibili per i nostri potenziali clienti? Siamo sicuri che delle belle immagini possano rimpiazzare il ruolo narrativo e informativo dei testi?
Partiamo dal presupposto che la risposta perfetta non esiste: dobbiamo ammettere che Facebook stesso è dovuto correre ai ripari inserendo un avviso pre-compilazione post sull’importanza dei testi per contestualizzare i nostri contenuti.

Al di là delle ragioni della SEO, che sono sempre da tenere in considerazione e, al di là di quelle che possono essere le perplessità estetiche rilanciate dal team creativo, dobbiamo ricordarci che i nostri utenti sono quotidianamente iperstimolati. Catturare l’attenzione con una bella immagine o con un fotogramma disruptive è importante, ma stabilire una reale connessione con l’utente è fondamentale.
Da qui deriva la necessità di non azzerare i testi all’interno dei siti web. L’approccio visuale non può essere autoreferenziale e fine a se stesso, deve essere progettato non per un esperimento autocelebrativo ma per concretizzare degli obiettivi.


Alla luce di quanto condiviso grazie alla nostra esperienza nel marketing (digitale e non solo), speriamo davvero di averti dato elementi sufficienti per riflettere sul tuo prossimo progetto, uscendo fuori dai luoghi comuni.
Mettersi in discussione è il primo step per approcciarsi in maniera professionale al mondo del marketing e della comunicazione.


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Come ti abbiamo già detto nel nostro primo #MegaBite, non ti lasceremo mai con 3 soluzioni cotte e mangiate, né con i 3 segreti definitivi e l’errore invisibile che tutti commettono per fatturare triliardi di paperdollari.

Ti lasceremo sempre con 3 domande per rileggere con occhi nuovi, secondo la formula del vuja de, le strategie che stai applicando o hai intenzione di applicare al futuro del tuo brand.

Alla luce di quanto letto:

  1. Qual è la prima cosa che cambieresti nel tuo sito web?
  2. Qual è il primo punto da cui partirai per progettare la tua prossima piattaforma digitale?
  3. Di quale dato non disponi sull’utilizzo del tuo sito web e che vorresti davvero conoscere?

 Se vuoi condividere con noi le tue riflessioni puoi  inviarci un DM o taggarci su

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LinkedIn: @Magilla.Agency

per raccontarcelo.

Raccoglieremo e analizzeremo tutti i feedback per le prossime uscite di MegaBite.
Grazie per il tuo tempo e buona lettura.

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