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Ecommerce trend Italia marzo coronavirus

I trend dell’ecommerce tra Oriente e Occidente ai tempi del COVID-19

I mesi di febbraio e marzo del 2020 saranno ricordati per due cose: l’emergenza sanitaria globale e quella economica.
La potenza di un organismo minuscolo, il coronavirus (COVID-19), ha messo in ginocchio nazioni e continenti con delle ripercussioni sulla vita di ognuno di noi.

Le imprese, prima cinesi e ora italiane, hanno subito una brusca frenata data dalle misure di quarantena portate avanti dai governi per arginare l’emergenza coronavirus.

Il divieto di assembramenti e la paura del contagio da coronavirus hanno portato i popoli delle due nazioni a cambiare le proprie abitudini d’acquisto, orientandosi dal retail all’ecommerce.

COVID-19 effetti economia

Il precedente grafico illustra come la Cina sia il primo paese in cui gli abitanti dotati di internet, abbiano deciso di evitare luoghi potenzialmente affollati e di conseguenza di rivolgersi agli e-commerce.

E l’Italia?

Dall’hashtag l’#italianonsiferma, passando per #iorestoacasa e arrivando allo smartworking l’Italia ha fatto da apripista in Europa per il riposizionamento di molte aziende che, dall’oggi al domani, si sono ritrovate a lavorare principalmente sul canale online con tutti gli ostacoli e i vantaggi che ne derivano.

Comportamenti digitali. Un occhio critico sulla situazione online

Gli osservatori dell’andamento dell’attività online hanno riscontrato i seguenti elementi significativi in Italia nei mesi di Febbraio-Marzo, segnati dall’emergenza COVID-19.

  • Fluttuazione della ricerca online
    Alcune parole chiave, tra cui “amuchina gel” e “igienizzante mani” hanno acquisito un volume di ricerca inaudito.
Ecommerce trend italia marzo 2020
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Ancora più importante, queste ricerche nascono da una volontà d’acquisto reale, questo ha portato molti e-commerce online a investire sempre di più sulla pubblicità online (advertising) per monitorare le parole chiave più redditizie

  • Nervosismo dei prezzi
    La frequenza con cui il prezzo di un prodotto online sale o scende è influenzata sia da interventi manuali sia da complicati algoritmi che tengono in considerazione numerosi fattori.
trend shopping ecommerce covid19
Ricerche smartphone coronavirus

Il crescente nervosismo ha influito sulla difficoltà, da parte di chi vende, di raggiungere un giusto posizionamento, cosa molto invalidante considerando che l’80% dei consumatori confronta dalle 2 alle 4 offerte prima di acquistare online.

E-commerce: l’ago della bilancia

I primi dati sulla spinta dell’ecommerce sono arrivati direttamente dalla Cina dove i colossi della vendita online, DingDong MaiCai e MissFresh in primis, hanno registrato vendite in crescita dal 300% al 350% rispetto allo stesso periodo nel 2019.

I suddetti dati vanno letti considerando come il mercato del’ecommerce in Cina sia tra i più maturi al mondo.
Comprende infatti un quarto delle vendite totali, grazie al grande impulso dato, negli ultimi anni, dall’intelligenza artificiale che ha permesso lo sviluppo di una customer experience sempre più personalizzata e soddisfacente.

Una riflessione interessante si può fare analizzando in cosa i cinesi abbiano investito di più durante il periodo di quarantena.
Nel numero di Megabite di Marzo Magilla ha esplorato l’ecosistema delle app social più usate in Cina, se il consumo di applicazioni per smartphone era un trend in crescita vediamo come negli ultimi due mesi si sia concentrato su due categorie in particolare: app educazionali e business app.

COVID-19 economia cinese

I trend in Italia

Per quanto riguarda lo Stivale l’obbligo di restare a casa e di evitare affollamenti di qualsiasi natura causa coronoavirus ha portato, in Marzo, ad un aumento del 60% del traffico Internet e un +27% della vendita online rispetto alla settimana precedente la quarantena.

Il trend più interessante riguarda la popolazione: ad avvicinarsi all’online è stata quella fascia over 60 di persone solitamente restie a comprare dagli e-commerce.
Essendo la fascia di età più a rischio di contagio, le persone sono state obbligate a trovare nuovi modi di procurarsi i beni di prima necessità.
Per i rivenditori questo ha significato rivedere in parte molte delle logiche di user experience per facilitare l’accesso alle piattaforme e-commerce anche alle persone meno giovani.

Osservando i dati con maggiore attenzione è facile notare come non tutti i settori stiano beneficiando della quarantena.

Trend ecommerce Italia COVID-19
Ecommerce Italia CoronaVirus

Abbigliamento e gioielli sono in caduta libera mentre l’industria farmaceutica e i supermercati mantengono un trend in crescita.
Bene anche per l’industria enologica e quella della cura per gli animali con oltre rispettivamente il 50% e il 30% di vendite in più online.

L’online in questo caso è favorito dalle spedizioni ancora regolari, a parte qualche caso specifico di limitazione delle spedizioni causa coronavirus, che permettono alla merce di arrivare intatta in tempi tutto sommato brevi in tutta Italia.

I dati riportati sopra individuano due macro tendenze nell’andamento del mercato:

  • Una grande crescita dell’approvvigionamento online dei beni di prima necessità.
  • Una decrescita nell’acquisto di tutti quei prodotti “non essenziali”.

Entrambe le situazioni devono essere gestite dalle aziende con grande cautela e un preciso piano d’azione.

Per quanto riguarda i beni di prima necessità, molti player brick and mortar (quindi le aziende e i business prettamente fisici) hanno dovuto concentrarsi in fretta e furia sul creare dei canali di vendita online comodi ed efficaci.

In questo caso è necessario investire su una buona customer experience sulla propria piattaforma e-commerce, che comprenda un’assistenza clienti ottimizzata per questo periodo difficile, in cui la delivery può risultare più complicata del previsto e le persone meno pazienti del solito.

La seconda situazione invece offre la possibilità ai player che stanno vedendo un calo nelle vendite di rivedere il proprio piano marketing proponendo uno storytelling diverso, emozionale.

Non bisogna scordare che le persone ora sono chiuse in casa e c’è un motivo se gli abbonamenti di streaming online hanno avuto un balzo in avanti, uno tra tutti Netflix che già a fine febbraio aveva giovato di una crescita dello 0,8% delle proprie azioni in borsa.

Acquisti online: il futuro di una “eccezione” che diventa abitudine

Sicuramente in questi due mesi abbiamo assistito a un brusco cambio di rotta delle abitudini d’acquisto delle persone, sia in Oriente che in Occidente.
L’obbligo di quarantena domiciliare e la minaccia della malattia hanno sconvolto le previsioni che, solo qualche mese fa, avevamo fatto sul 2020 ma la vera domanda è: cosa succederà quando tutto questo sarà finito?

Le prime risposte arriveranno dalla Cina dove la situazione sta pian piano tornando alla normalità, anche se i cambiamenti più accentuati si vedranno in paesi come l’Italia, dove il commercio online non era consolidato come abitudine, soprattutto in certe fasce di popolazione.

Ci sono serie probabilità che il COVID-19 abbia cambiato il modo in cui vediamo il lavoro tramite lo smart working per le aziende e il consumo online: l’uso dello streaming, delle app di food delivery e degli strumenti per lavorare da casa come la Suite di Google probabilmente rimarrà integrato nella consapevolezza degli italiani e influenzerà tutto il processo di comunicazione che li lega alle aziende.

Questo significa per gli e-commerce studiare nuovi touchpoint e soprattutto nuove strategie di acquisizione, magari rivolte proprio a quella nuova fascia di persone in età avanzata che si sono rivolte all’online, per la prima volta, in questo periodo.


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