La morte della Regina Elisabetta sui social network; I politici italiani su TikTok per le elezioni 2022; Twitch diminuisce la soglia di pagamento in 117 paesi; Meta lancia Community Chats per aumentare il coinvolgimento

I numeri del chatter social sulla morte della Regina Elisabetta II

La morte della Regina Elisabetta II ha chiaramente smosso il mondo intero. Un evento storico che, fosse successo 70 anni fa, quando Elizabeth si è seduta sul trono d’Inghilterra, avrebbe suscitato vendite record di quotidiani e manopole delle radio al massimo volume. Oggi, invece, della morte di una regina si parla sui social media. Quello che si potrebbe definire uno dei media events più importanti del secolo

Già da prima dell’annuncio ufficiale, arrivato in differita rispetto all’Inghilterra, Facebook è stato il social network più scelto per commentare la tensione del momento, fino ad arrivare all’86% totale delle conversazioni social a due giorni dalla morte della regina. Twitter invece ha svolto il suo ruolo di “archivio” anche in questo caso, con milioni di thread riguardo storia e controversie del periodo elisabettiano, tenendo l’hashtag #QueenElizabeth in trend topic per tutta la settimana e con numeri mai visti. 

È stato invece su TikTok che i contenuti sulla morte della Regina Elisabetta hanno raggiunto le vette più alte di coinvolgimento. Contenuti, come il video di @thathonecal sui possibili scenari di successione post mortem, che hanno raggiunto oltre 20 milioni di interazioni in pochi giorni

Tra i contenuti che hanno spinto l’argomento alle stelle, oltre alle dimostrazioni di cordoglio e sgomento iniziali e il cambio in nero dei loghi di alcune delle aziende inglesi più importanti al mondo (vedi BBC oppure i Club calcistici di Premier League) vediamo un aumento di post ironici e meme riguardo la royal family, che a loro modo hanno contribuito a monopolizzare il dibattito dell’opinione pubblica
C’è anche chi ha utilizzato il tema per rinvigorire il proprio profilo social e produrre engagement, come i politici italiani impegnati nella corsa alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre.

I politici italiani su TikTok e la nascita del Centro Elezioni 2022

Sul carro della Regina, ma anche su quello di TikTok. Le elezioni politiche italiane sono alle porte e uno dei contesti in cui è sbarcata la campagna elettorale è proprio il social network di proprietà ByteDance. 

In Italia, l’astensionismo giovanile ha ormai raggiunto vette preoccupanti, con i ragazzi e le ragazze che non si sentono rappresentati da alcuna fazione politica. Per riportare la generazione Z al voto (o almeno questo sembra il primo obiettivo), alcuni politici italiani hanno deciso di produrre contenuti su TikTok, talvolta anche cavalcando l’effetto “cringe” causato dalla propria inesperienza da creators. 

Un esempio può essere il canale TikTok di Berlusconi, che dopo pochi giorni dall’apertura ha registrato 320 mila followers. Barzellette da bar, mini clip divertenti, contenuti che hanno registrato dei numeri impressionanti anche grazie al reposting su altre piattaforme social come Instagram o Twitter

Insomma tutto, tranne la politica. Altri personaggi hanno provato a spiegare il loro pensiero sul social network mettendoci la faccia o utilizzando dei creator ad hoc, come ha fatto il PD. L’inconsapevolezza o la poca preparazione ha lasciato spazio però a numerose interpretazioni dell’opinione pubblica, talvolta aprendosi anche a fake news e alla disinformazione sui programmi politici di ogni fazione. 

È per questo che TikTok ha adottato un approccio oggettivo alla questione, con la creazione di hub informativi in cui trovare news ufficiali e verificate sui temi politici più disparati. Nasce così il Centro Elezioni di TikTok, una suite in cui sono raggruppate informazioni su come votare, ad esempio, note ufficiali del Ministero, contenuti certificati in cui è possibile confrontare i vari piani politici, eccetera. Garantire l’accesso a informazioni autorevoli e proteggere l’integrità della piattaforma, queste le due missioni che motivano la nascita di tool del genere.

Twitch abbassa le soglie di pagamento in altri 117 paesi

Mentre puntiamo a soglie di pagamento più basse, ci concentriamo sulla costruzione di un’esperienza più affidabile, accessibile a livello globale per tutti”. Con questa frase, Twitch aveva già annunciato a luglio 2022 una riduzione delle soglie di pagamento per gli streamer.

In poche parole, da luglio gli streamer non devono più accumulare almeno 100 dollari di abbonamenti per poter essere pagati, ma basterà raggiungere i 50 dollari. Questo consente agli streamer meno blasonati di guadagnare e quindi investire sul proprio canale in modo più semplice. 

Sebbene all’inizio il cambiamento fosse appannaggio solo di 6 paesi, tra cui l’Italia (ad agosto aggiunti altri 6), ecco che dal 15 settembre le nazioni diventeranno addirittura 117. Il cambiamento infatti riguarderà anche quegli Stati ricchi di streamer come Regno Unito, Canada, Svezia, che non erano ancora stati investiti di questo importante upgrade. 

Con queste modifiche Twitch tenta di andare incontro ai propri utenti e di crearne nuovi, ma soprattutto di battere il mercato. Perché il competitor per eccellenza in termini di live streaming, YouTube, mantiene le sue tariffe molto alte.

Meta lancia Community Chats per migliorare il coinvolgimento degli utenti

Le app di Meta perdono colpi. Il coinvolgimento degli utenti su Facebook e Messenger è al minimo storico, nonostante qualche sporadico evento di risalita. Per questo, è stato deciso di lanciare un nuovo modo per incoraggiare le persone a restare sulla piattaforma, un modo che rasenta i termini di community e tenta di migliorare l’utilizzo dei gruppi su Facebook. 

Un sistema che si avvicina molto a quello già utilizzato su altre suite social. In poche parole, l’esperienza fonde Messenger con i gruppi di Facebook per consentire agli utenti di connettersi ai propri gruppi di riferimento, direttamente dall’app di messaggistica istantanea. 

L’obiettivo principale di questo nuovo strumento promosso da Meta è quello di mantenere il coinvolgimento grazie alla messaggistica istantanea, sfruttando la vicinanza degli utenti ad un tool che non debba per forza servirsi del feed principale di Facebook. 

Gli admin saranno chiaramente incaricati di gestire le chat allo stesso modo dei gruppi, con un controllo più rapido e una ricerca istantanea di post che non rispettano la sensibilità delle community. Una strategia che avvicina Messenger a sistemi come Whatsapp, ma non è chiaro ancora se le due app potranno comunicare fra di loro. 

Per oggi e tutto! Read&Go torna la prossima settimana con le hot news più veloci del momento!


Stefano Barbaro

Content Manager & Podcast Specialist di Magilla, speaker radio, aspirante editor e tutto ciò che non so di essere.

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