TikTok e la guerra in Ucraina, l’arrivo dei Reel su Facebook in Italia, eSports e inclusività, il debutto di LinkedIn Podcast Network

TikTok: un archivio interattivo del conflitto in Ucraina

Una guerra nel 2022 sembrava impossibile, ma il presente ci racconta altro e lo fa attraverso ogni tipologia di media, tra cui TikTok. Proprio in questi giorni è qui che stiamo vedendo un’infinità di immagini che documentano l’evolversi del conflitto in Ucraina. Carri armati che bloccano il traffico, treni colmi di armamenti e coltri di fumo che si innalzano all’orizzonte, sono solo alcune delle situazioni che si possono trovare documentate su TikTok in queste ore. 

A firmare questi contenuti sono le persone che vivono in piccoli villaggi o città russe e bielorusse al confine con l’Ucraina che grazie ai loro smartphone ci stanno dando uno spaccato di ciò che sta succedendo e, soprattutto, stanno aiutando i media a ricostruire in real time il racconto della vicenda da luoghi altrimenti inaccessibili e da angolature diverse.

A tal proposito non possiamo non citare il Cir, organizzazione non profit che si occupa dell’identificazione e monitoraggio dell’influenza che i governi, enti o aziende attuano sull’informazione. Dall’inizio dell’anno l’enterprise ha creato profili aggregatori su TikTok atti a raccogliere video del genere, trasformando il social network in una specie di archivio interattivo di prove che potrà essere utilizzato, chissà, anche per facilitare la conclusione del conflitto. O almeno questo è il nostro augurio.

Reels su Facebook anche in Italia

Finalmente i reel arrivano su Facebook anche in Italia. Novità dell’ultima ora, quella che vede il formato di contenuti più popolare del mondo social essere disponibile sulla piattaforma di proprietà Meta, con nuove funzioni e promesse di guadagno assicurato per i creator. 

I Reel sono video multi clip della durata massima di 60 secondi attraverso i quali un creator può dare sfogo alla propria creatività e, nel caso dell’installazione su Facebook, estendere la sua community fuori da Instagram e di conseguenza anche la sua opportunità di monetizzazione

In più, i Reel approdano su Facebook con nuove funzioni:

  • Remix: feature con cui sarà possibile creare un contenuto accanto ad uno già esistente e pubblicato precedentemente sia dal creator stesso che da un altro utente
  • Bozze: la sezione in cui i creator e utenti potranno salvare i loro contenuti e scegliere se modificarli e quando pubblicarli
  • Video clipping: la modalità che permetterà ai creator di testare diversi formati su video dal vivo o di più lunga durata

I reel saranno infine accessibili direttamente dal feed, tramite la sezione Watch e all’interno dei gruppi. Chissà se sarà questa la mossa giusta di Zuckerberg per riportare Facebook in alto e soprattutto renderlo più appetibile per i creator rispetto ad altre piattaforme più in voga e forse più in target quando si parla di social entertainment puro.

eSports e donne: in Italia siamo poco inclusivi? 

Il settore eSports in Italia è inclusivo, ma non del tutto. Questa è la conclusione di una ricerca dell’Osservatorio italiano eSports, realizzata in collaborazione con Demoskopea Consulting.

Da questa ricerca, fatta su un campione di 1000 utenti italiani, emerge che il 57% degli intervistati ritiene che gli eSports siano abbastanza o completamente inclusivi e che il 39% pensa esattamente il contrario. Solo un 4% degli utenti chiamati in causa si sente fuori dai giochi.

Da quanto rilevato dallo studio, le cause della non totale inclusività verso le donne sembrano essere due. La prima si collega al tema delle sponsorship: il 44% degli intervistati ha espresso un parere negativo riguardo l’interesse che gli sponsor hanno nel promuovere una figura femminile. La seconda causa riconduce ad una questione di discriminazioni ed offese che le creator ricevono durante le loro live session, per cui spesso decidono di abbandonare le competizioni o, in casi più gravi, chiudere i profili. Ad affermarlo è il 32% degli intervistati. 

Questi risultati hanno spinto diverse professioniste a farsi promotrici di un messaggio si sensibilizzazione sul tema. L’associazione Women in Games fondata da Micaela Romanini, ad esempio, si batte in prima linea su questo tema. Il tentativo, per Micaela, è quello di sovvertire un contesto che da sempre tende ad incoraggiare una categoria ben definita rispetto ad altre: uomini fra i 21 e 34 anni. La speranza, invece, per noi di Magilla è che l’inclusione di genere diventi una realtà in un mondo come quello degli eSports in continua crescita e maturazione.

LinkedIn entra ufficialmente nel mondo del podcasting!

È una realtà il lancio di LinkedIn Podcast Network: una fucina audio-digital atta a produrre diversi podcast i cui temi tratteranno di nuove tecnologie, evoluzione del lavoro e salute mentale. Un modo creativo per far fronte ai costanti cambiamenti nel mondo delle professioni. 

La decisione di aprire LinkedIn Podcast Network deriva dal successo della serie Hello Monday (in onda sulla piattaforma) e dalla volontà di attrarre sempre più creator nel mondo della piattaforma firmata Microsoft.

LinkedIn ha pianificato di inserire LPN su diverse funzioni quali eventi in diretta, newsletter, video e articoli, in modo che il podcast fornisca supporto a tipi di narrazione già presenti all’interno della suite. Al momento sono già disponibili 12 show, di cui 8 curati in collaborazione con professionisti provenienti dai più disparati settori. In futuro, sarà prevista la distribuzione sui canali più importanti in tema podcast: Spotify e Google Podcast.

Anche la tua azienda ha bisogno di nuove idee e strumenti per far sentire la sua voce? Nessun problema, siamo qui per questo: per ispirarti e guidarti nel raggiungimento dei tuoi obiettivi!


Stefano Barbaro

Content Manager & Podcast Specialist di Magilla, speaker radio, aspirante editor e tutto ciò che non so di essere.

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