TikTok lancia Pulse, Instagram testa il feed full screen, Putin e la Russia contro Wikipedia, la Cina vieta le dirette streaming dopo le 22h ai kid.

TikTok avvia Pulse, un programma che offre nuove opportunità di monetizzazione ai creator

Creator, influencer e social star: se siete tiktoker, questa notizia vi farà esultare come quando si vince una challenge. A giugno TikTok lancerà Pulse, il programma che permette di pubblicare contenuti (fotografici o video) accompagnati da annunci pubblicitari di brand.

La meccanica della retribuzione sarà come quella per gli inserzionisti su YouTube, e TikTok condividerà con i creator il 50% delle entrate pubblicitarie di Pulse. Unico requisito richiesto: bisogna avere almeno 100K followers.

Una scelta interessante e al passo con l’evoluzione del mercato, che rappresenta sia una nuova opportunità di guadagno e visibilità per brand e creator, sia un pretesto per dare adito all’inizio di nuovi e stimolanti modi di elaborare e fruire i contenuti su questo canale. Chissà quali marchi sperimenteranno per primi questa nuova frontiera del brandend content!

Instagram al via il test per la visualizzazione feed full screen

Come rendere più immersivo Instagram? Stories, reels e dirette live sono formati già perfettamente integrati nel nostro uso quotidiano del social, che ci permettono di interagire con i nostri follower o con chi seguiamo, dando continuamente occasioni di incontro, dialogo e interazioni tra gli utenti e offrendo allo stesso tempo visibilità ai brand.

Per permettere agli utenti di avere una percezione ancora più diretta della fruizione del canale, Instagram vuole introdurre la visualizzazione full screen del feed. Già nota su TikTok, questo tipo di visualizzazione andrebbe a marginalizzare ulteriormente il confine tra fruitore e contenuto digitale, fornendone una visione più completa e ingaggiante.

Le ragioni di questo cambio sono molteplici. In primis, di origine strategica: alla luce dei risultati delle analisi di Meta, secondo cui il 20% del tempo trascorso dagli utenti su Instagram è nei reels, ottimizzare la visualizzazione del feed in modalità reels-friendly andrebbe ad implementare ulteriormente il tempo di permanenza degli utenti sulla piattaforma.

Da non sottovalutare, inoltre, l’aspetto creativo, engaging e legato alla fan acquisition: questo cambiamento permetterebbe infatti a Instagram di sviluppare in modo ancora più performante i trend più virali e nei formati più in voga, rendendosi così più appetibile per quella fetta di audience giovanissima che popola maggiormente TikTok. Insomma, lunga vita ai trend e alle possibilità di cavalcarli – cercando di non sforare troppo un certo limite di permanenza sul canale!

Putinpedia, come il capo del Cremlino vorrebbe l’enciclopedia online

Ancora censura sulla guerra in Ucraina. A trovarsi nel mirino delle governo russo questa volta è Wikipedia per presunta informazione mendace.

Il motore dell’accusa di Putin sarebbe la mancata cancellazione delle informazioni sulla guerra in Ucraina nell’edizione russa dell’enciclopedia online più utilizzata al mondo. A quanto pare, infatti, queste informazioni sono dissonanti rispetto a quelle ufficiali e diffuse dal Cremlino, comprese quelle sulle stime delle vittime militari e civili.

Wikimedia Foundation dichiara che il 1° marzo Roskomnadzor, responsabile dei media russi, ha richiesto la rimozione da Wikipedia dei contenuti legati all’invasione russa. Il mancato rispetto di queste volontà ha portato Roskomnadzor a minacciare Wikipedia con una multa di oltre 60 milioni di dollari, poiché l’enciclopedia stava contribuendo alla disinformazione del popolo russo.

Con l’inizio della guerra, le uniche piattaforme sfuggite alla censura – e che i russi possono consultare per documentarsi sulla guerra – sono YouTube e Wikipedia: chiudere o censurare un altro dei canali di informazione costituirebbe una trasgressione ulteriormente aggravata dei diritti fondamentali della popolazione russa.

Del resto, la guerra è pace, la libertà schiavitù, e l’ignoranza è forza: chi detiene il potere, manipola il sapere, per farne un’arma di controllo. Da qui il tentativo, suggerito nel 2019 da Putin, di costruire un’enciclopedia online autorizzata dal Governo russo, concorrente e antagonista rispetto a Wikipedia – progetto, fortunatamente, non ancora portato avanti.

La domanda da porsi ora è: cosa scriverebbe Orwell nei nostri giorni, in cui la distopia politica sembra ormai avverata?

Cina: addio dirette dopo le 22h per i Kid e niente più mance agli streamer!

Continuano le restrizioni del governo cinese per la fruizione di contenuti digitali e social network. A rimetterci questa volta sono i giovanissimi. I minori di 16 anni, infatti, non potranno più guardare i live streaming dopo le 22:00 e inviare denaro agli streamer sotto forma di mance. Per tutti gli altri minori più grandi, ma non ancora maggiorenni, sarà invece necessaria un’autorizzazione da parte dei tutori legali.

Per giustificare il provvedimento, Pechino parla di tutela dei minori e della loro salute mentale, imponendo alle piattaforme che erogano dirette streaming il presidio di team dedicati alla tutela dei contenuti, prevedendone anche la produzione in “modalità giovani”. Decisione per molti versi oculata, specie in seguito al boom di iscrizioni a canali con account falsi e numerosi casi di dipendenza da video giochi e dispositivi elettronici.

Tuttavia, dietro queste motivazioni si celerebbe un altro e più subdolo obiettivo: bloccare le big tech nazionali come Tencent, Taobao Live e Douyin, imponendo sanzioni e chiusure senza il rispetto delle norme decise. Così facendo, il governo cinese potrebbe: 1) rimodulare l’assetto di queste aziende; 2) controllare le ingenti somme di entrate percepite, oltre che la circolazione di informazioni e la gestione del tempo libero del popolo cinese.

Prevenire dipendenze e problemi fisici e sociali degli adolescenti è un’azione giusta e necessaria che ogni governo dovrebbe preoccuparsi di attuare. Pianificare attività preventive di controllo e censura è invece un grave pericolo per la libertà individuale e per lo sviluppo del libero mercato. Non resta che augurarsi che questo provvedimento serva almeno ad arginare e debellare i problemi legati alle dipendenze minorili.

Dopo questa “botta” di censure, catapultiamoci nel meritato weekend! Ci vediamo venerdì prossimo con il nuovo appuntamento di Read&Go, powered by Magilla!


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