Gucci e Faceit insieme per i gamer, Zaira prima influencer italiana nel metaverso, TikTok pensa ai videogame in chat, i colossi della big tech dicono addio alle password

Gucci Gaming Academy, per la tutela dei gamer

Gucci fa tendenza, e non solo nella moda!
La Gen Z è popolata da numerosi gamer, tanto talentuosi quanto minacciati da uno stile di vita troppo stressante, che può portare a problemi di natura fisica e mentale. Per questo, Gucci e l’organizzazione di eSport Faceit hanno stretto una collaborazione volta a promuovere questi giovani talenti ma tutelando la loro salute mentale e fisica.

La Gucci Gaming Academy collabora, infatti, con l’organizzazione Mondiale della Sanità e Mindwork, per formare i giovani gamer alla gestione dello stress durante le prestazioni, della vita attraverso lo schermo e le cam, e il lavoro di squadra.

I giocatori di eSport e gli streamer di videogiochi sono un segmento sempre più influente nell’economia dei creator, e i preziosi consumatori della Gen Z rappresentano il loro pubblico più vasto: i partecipanti selezionati riceveranno un esclusivo accesso alla piattaforma Gucci Education, in cui apprenderanno tecniche di gestione dei contratti e del proprio personal branding.

È vero, i membri della Gucci Gaming Academy potrebbero non essere ancora nomi noti; ma il marchio di lusso che fa tendenza in tutto il mondo potrebbe avere il giusto fiuto per individuare le prossime game-celebrities!

Zaira, la prima meta influencer italiana

Esploratrice, fluida e poliglotta: queste le caratteristiche principali di Zaira, la prima meta influencer italiana e made in Buzzoole, agenzia specializzata in influencer marketing.

Zaira è un progetto che incarna il sistema valoriale della Gen Z, come  l’attenzione per l’inclusività e la fluidità, il body positive e, per ultima ma non per importanza, la sostenibilità.

Vivrà e si muoverà all’interno di più mondi virtuali e, come Virgilio nella Commedia, vuole essere la guida della Gen Z nei meandri del metaverso, avvicinando altresì la sua audience ai brand più all’avanguardia che stanno espandendo la propria presenza nella realtà virtuale.

È interessante notare come questa creatura totalmente virtuale ed estremamente umanizzata sia la perfetta rappresentazione della Gen Z: è evidente che il sistema valoriale da cui è animata non trova concretezza nei comportamenti e negli schemi mentali di personaggi pubblici umani.

Questa generazione non vuole vivere nell’ingiustizia sociale che deriva dalla discriminazione razziale, di genere e sessuale. È difficile individuare modelli a cui appellarsi, poiché i “vecchi eroi” non rappresentano più alcun riferimento simbolico per questi giovani, nati e immersi nella crisi climatica, la cui adolescenza ha visto il perpetrarsi di una pandemia, e che hanno partecipato alla creazione e diffusione di nuovi linguaggi culturali e digitali.

Come tutti gli influencer (umani), Zaira ha un profilo Instagram con un seguito di ben 98,5k followers: chissà se questa fanbase la seguirà su Nemesi, metaverso in cui ha fatto il suo ingresso ufficiale!

TikTok testa i videogame in chat

Al via i primi test di TikTok per introdurre i videogiochi nelle chat.
Una scelta di grande impatto che rappresenta certamente una feature aggiuntiva per gli utenti della piattaforma, ma soprattutto un’occasione ghiotta per trattenere ulteriormente gli utenti sul canale.

Utenti che si stima ammonteranno a 1,5mld entro la fine del 2022, e che – aumentando i tempi di permanenza su TikTok – sacrificheranno quello che avrebbero trascorso su altri social.

Nel caso del mercato sud est asiatico è ByteDance il social competitor utilizzato dalla popolazione, e in cui gli utenti possono già intrattenersi giocando con dei titoli. Per questo il primo test è avvenuto proprio in Vietnam, Paese in cui l’utilizzo dell’app è molto elevato e il 70% degli utenti under 35.

Ad oggi non sappiamo ancora se i videogame di TikTok espatrieranno fino all’Occidente, ma considerando la fortuna e la popolarità virale del social non stupirebbe affatto se comparissero anche sui nostri smartphone.

Possiamo dire addio alle password?

Password dimenticata? Non ci crederai mai, ma, è cosa buona e giusta: a dirlo sono le big tech Google, Microsoft ed Apple (e se lo dicono loro, è legge) che stanno perfezionando sempre più le proprie tecnologie biometriche per sostituirle progressivamente e del tutto ai cari vecchi codici alfa numerici.

Si tratta di sistemi di riconoscimento già noti e diffusi, ma che non ancora del tutto il monopolio sullo sblocco dei nostri dispositivi digitali.

Come sempre, il popolo si divide e avanza la propria sentenza a riguardo: c’è chi guarda ancora con sospetto questo uso eccessivo di tecnologia e abuso di controllo che la Silicon Valley esercita sui nostri corpi, e chi invece si rassicura ulteriormente in materia di sicurezza digitale.

Del resto, come riferisce il Centro Nazionale per la cybersecurity del Regno Unito, oltre 20 milioni di utenti impiega codici numerici assolutamente banali e di facile sottrazione, come 11111 o 123456.
Più scaltri quelli che usano date di compleanno o ricorrenze (che possono essere però facilmente scontabili da qualche partner o amico che vuole curiosare sui vostri cellulari…!)

Insomma, per sbloccare il telefono, ci toccherà metterci di più la faccia: speriamo almeno che nessuno tocchi più i nostri dati sensibili nemmeno con un dito…!

Queste le hot news della settimana; se ne sei rimasto scottato, dicci perché sui nostri social.
Siamo dei curiosoni!


Team Magilla

Un team di innovatori, smanettoni, analisti, marketer e designer di talento con la passione per il digitale in tutte le sue forme.

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