Elon Musk contro lo smartworking, su TikTok spopola il trend gatekeeping, intanto nel Metaverso da un lato l’UE che avverte minacce di terrorismo, dall’altro emergono nuove opportunità lavorative

Il padre di Tesla rilascia nuove dichiarazioni contro lo smartworking

Dopo il tweet con cui ha ironizzato in modo sarcastico sui brand che supportano il mese del Pride, Musk prende una controversa posizione anche in materia di smartworking. In una mail inoltrata ai team di Tesla e SpaceX l’imprenditore miliardario minaccia di licenziare i dipendenti che si rifiutano di trascorrere almeno 40 ore a settimana in ufficio.

La mail, confermata anche dal New York Times e diffusa su Twitter da vari profili, contiene dichiarazioni forti, fra cui quella per cui le aziende che continuano ad adottare misure di lavoro ibride o da remoto sono quelle che hanno difficoltà a raggiungere buoni risultati e conseguire successi

Del resto la sua posizione a riguardo era già intuibile nel lontano 2020. Quando la pandemia iniziò a prendere piede e nessun vaccino era stato scoperto, la sede di SpaceX rimase di fatto aperta per consentire ai dipendenti di recarsi a lavoro, perché – a detta del CEO – sarebbe stato per loro “più probabile morire di incidente stradale che di Covid-19”.

Chissà se un destino simile toccherà anche ai dipendenti di Twitter, società attualmente molto flessibile e aperta alle forme di lavoro ibride e full remote (sempre che la acquisisca!).

L’Unione Europea teme minacce di terrorismo dal metaverso

Ogni giorno leggiamo nuovi risvolti legati al metaverso legati allo sviluppo tecnologico, al gaming e ai linguaggi di programmazione. Ma a quanto pare sarebbe un terreno fertile anche per la proliferazione di organizzazioni criminali.

Lo spiega un documento interno dell’agenzia europea anti-terrorismo, in cui è scritto che il metaverso rappresenta un nuovo e insidioso punto di incontro e coordinazione per le brigate legate all’Isis

L’immersività del medium, che rende le persone ulteriormente partecipi ai dibattiti, la facilità della creazione di spazi dove condividere virtualmente l’odio e manipolare ideologicamente eventuali nuove reclute, nonché i finanziamenti decentralizzati di criptovalute, sarebbero infatti notevoli incentivi per le organizzazioni terroristiche ad usare il metaverso per i propri scopi.

Il rischio di un califfato virtuale è concreto, al punto tale che l’Europol sta già elaborando strumenti e direttive di repressione di eventuali attacchi.

#gatekeeping, l’ultimo hashtag virale su TikTok

Il leitmotiv del panorama culturale contemporaneo può essere a pieno titolo definito come il trend nell’epoca della sua riproducibilità tecnica.

Ogni giorno milioni di persone visualizzano, condividono e replicano brevi coreografie, utilizzano filtri, appongono hashtag e scoprono segreti di bellezza, alimentazione, cura della casa etc. Questo perché la Gen Z ama condividere, in tutti i sensi, e non ha paura di mostrare i propri trucchetti personali, anzi, trova cool la divulgazione di certi trick quotidiani.

Ecco perché il gatekeeping, ovvero la volontà di preservare l’unicità e informazioni utili, è quanto di più lontano possa esserci da questa generazione, ed ecco perché, paradossalmente, è diventato un hashtag virale su TikTok.

Il nuovo trend che i creator hanno seguito negli ultimi giorni è infatti quello di criticare ironicamente la tendenza di certe persone a voler tenere nascosta la verità e in generale piccoli consigli che potrebbero invece essere utili per tutti.

Si tratta di un retaggio ormai obsoleto, figlio delle generazioni passate, in cui la bellezza era un canone standard e preconfezionato, e le ricette piene di ingredienti non svelati.

Ma oggi i giovani postano schiscette brutte, sopracciglia in disordine e posture in cui non bisogna posare se si vuol fare una foto in cui uscire belli, e mal tollerano tutto ciò che rappresenta anche solo lontanamente un ostacolo alla circolazione di informazioni. Insomma, l’unica cosa da cui ci si deve tener lontani, forse, è proprio il gatekeeping!

Metaverso, un mondo di nuove opportunità lavorative

Nell’era dell’accelerazione tecnologica e delle innovazioni sempre più raffinate, anche i lavori legati al mondo digitale sono inevitabilmente in continua evoluzione.

Con l’universo NFT, il metaverso, lo sviluppo della blockchain e l’orizzonte del Web 3.0 c’è (e ci sarà) una sempre maggiore richiesta di figure professionali specializzate in questi ambiti, a cui saranno richieste competenze sempre più sofisticate.

In un mondo continuamente connesso e in cui il plagio, la diffusione di informazioni, la minaccia alla privacy e la viralità sono caratteristiche imperanti, ecco che la possibilità di infiniti database decentralizzati e indipendenti fungono da sigillo per l’autenticità, la tracciabilità e la sicurezza di qualsiasi informazione digitale.

La trasversalità della blockchain ha permesso, ad esempio, la proliferazione di nuove figure professionali, come testimonia l’esponenziale incremento di annunci LinkedIn dedicati alla ricerca di professionisti in questo settore e in criptovalute, come i Web3 developer e gli specialisti di cybersecurity

Quello che però sembra al momento il mestiere in tutte le dimensioni più creativo, è il cryptoartist, colui o colei che, sfruttando la tecnologia NFT, produce opere d’arte digitali dall’autenticità certificata e inviolabile.

E quindi si chiude così il cerchio, dopo il trend nell’epoca della sua infinita riproducibilità, all’opera d’arte che, invece, non può in alcun modo essere duplicata (per ora?!)

Appuntamento alla prossima settimana, con le hot news di Read&Go!


Team Magilla

Un team di innovatori, smanettoni, analisti, marketer e designer di talento con la passione per il digitale in tutte le sue forme.

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