Addio alle figuracce via chat di WhatsApp, Sonantic nuovo partner Spotify, Musk incontra per la prima volta i dipendenti Twitter, Telegram lancia la versione premium

Con il tasto edit, modificheremo i messaggi inviati su WhatsApp

Hai presente quando invii per errore uno screenshot, scrivi un’affermazione impulsiva di cui ti penti appena premi il triangolino per inviare, o sbagli la coniugazione di un verbo proprio mentre sei in chat con la tua nuova crush e cerchi di mostrarti intellettuale?

Bene, non servirà più “eliminare il messaggio per tutti” (eventualità peraltro non sempre efficace e il cui avvenimento rimarrà per sempre indelebile nella schermata della chat), perché sarà inserito il tasto per editare i messaggi “sconsiderati”. 

Non sappiamo ancora se i destinatari potranno vedere la cronologia delle modifiche o se ci saranno vincoli temporali utili per mettere la toppa a ciò che si credeva irreparabile.

Sappiamo, però, che la novità dovrebbe arrivare su Android e iOs entro la fine dell’anno: fino ad allora, tocca quindi continuare a fare autocensura e grammar nazismo, contando fino a dieci prima di rispondere all’amica acida ed essere meno pretenziosi con le proprie crush!

Sonantic: la voce dell’intelligenza artificiale che parlerà su Spotify

Spotify non si stanca mai di rendersi sempre più all’avanguardia.

Lo conferma la sua nuova partnership con Sonantic, piattaforma vocale AI che produce vocalizzazioni altamente realistiche, con sfumature e voci avvincenti, e quindi ideale per potenziare le tecniche di sintetizzazione vocale già assodate dal colosso mondiale della musica in streaming.

Tutto, pur di rendere l’esperienza degli utenti immersiva e unica: lo afferma Ziad Sultan, vicepresidente della Personalizzazione Spotify. E l’entusiasmo arriva anche dal versante di Sonantic, i cui cofondatori Zeena Qureshi e John Flynn affermano l’importanza che la voce ha nella creazione di connessioni profonde con gli ascoltatori, permettendo così i creare nuove e interessanti esperienze d’uso del medium.

Una voce di alta qualità può infatti incoraggiare le quote di ascolto sulla piattaforma, consentendo di ridurre le barriere nella fruizione e, naturalmente, aprire nuove opportunità di marketing e nella creazione di formati. 

Insomma, quella tra voce, suoni ed esperienza non è una questione di chimica, chimica, chi-chi-chi-chi-chi-chi-chimica, ma di fonetica, immaginazione e reti neurali!

Il primo appuntamento tra Musk e i dipendenti di Twitter

Come la maggior parte delle relazioni che si stringono nella nostra epoca, anche quella tra Musk e i suoi futuri dipendenti nasce da un incontro in 2D.

Il meeting, avvenuto online il 16 giugno, è stato motivo di discussione e percepito in modo piuttosto deludente, dal momento che i dipendenti di Twitter, dopo tanti mesi di diatribe e ripensamenti da parte del CEO miliardario, si aspettavano un discorso che potesse chiarire una volta per tutte le loro perplessità e le domande sul proprio destino lavorativo.

Ma il CEO di Tesla, arrivato all’appuntamento con dieci minuti di ritardo, pare si sia limitato ad un discorso lapidario e senza spazio di discussione, annunciando solo che sarà necessaria una “razionalizzazione dell’organico”, e ribadendo d’altro canto la sua posizione (contraria) rispetto allo smart working.

Una relazione nata mettendo effettivamente le carte in tavola, dunque. Il che può da un lato “rassicurare”, quantomeno sulla sincerità del proprio partner, ma dall’altro far riflettere.

Per il momento, i sacrifici chiesti al team twitteriano sono parecchi, e non sembra esserci una volontà di venirsi incontro o fare sconti di sorta: continuiamo a seguire gli sviluppi di questa storia, sperando in un inaspettato colpo di fulmine che renda le due parti affiatate e collaborative!

In arrivo la versione paid di Telegram

Pavel Durov, CEO dell’app dall’aeroplanino di carta, annuncia l’arrivo di una versione paid. Si tratta di un piano di abbonamento pensato per offrire la possibilità di un servizio “Premium” dedicato agli utenti più affezionati alla piattaforma.

Nel suo blog, Durov, spiega che la versione free dell’app non subirà nessuna modifica e che potremo continuare ad utilizzarla abitualmente. Viceversa, la versione Premium di Telegram è stata pensata apposta per offrire qualcosa “in più” alla fanbase veterana e più legata: nuove funzionalità, maggiore velocità e risorse aggiuntive.

In particolare, i cambianti più rilevanti sarebbero l’accesso ad un database di sticker più ricco, la possibilità di scrivere una bio più lunga, l’invio di file di grandi dimensioni e l’accesso a chat private senza presenza di inserzioni pubblicitarie. 

Il prezzo sarebbe di quasi 5 dollari al mese, un costo che permetterebbe a Telegram di continuare ad essere finanziato dagli utenti e non dagli inserzionisti.

Chissà se oltre a questa ragione si tratta anche di una manovra per entrare nelle quotazioni nella Borsa di Hong Kong!

Queste le hottissime news della settimana: appuntamento a venerdì prossimo, per un nuovo Read&Go!


Sara Costantini

Content Manager & Copywriter di Magilla. Semiologa for dummies, sognatrice ad occhi aperti, scrittrice ad occhi chiusi.

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