Spotify incentiva la creazione di podcast homemade, su Instagram tutti i video diventano Reels, la tendenza del maximalism spopola sui social e TikTok Shop non decolla in Europa

Spotify sta testando un tool per creare podcast homemade e a costo zero

Negli ultimi anni Spotify ha investito più di 1 miliardo di dollari nel business dei podcast, registrando circa 215 milioni di dollari di incassi solo nell’arco dello scorso anno.

Quale sarà il prossimo passo? Lo spoiler arriva dall’account Twitter neozelandese di Spotify, unico Paese in cui è stata lanciata una nuova funzione che permette di realizzare podcast direttamente dall’App principale in pochissimi passaggi.

Non sarà più necessario utilizzare un’app separata come Anchor, di proprietà della stessa Spotify, per realizzare i propri podcast. Il procedimento sarà piuttosto semplice: si potrà iniziare a registrare cliccando sul pulsante (+), che sarà presente nel programma di creazione ed editing, accanto alla “Libreria”, per accedere alle opzioni “Registra podcast” e “Crea playlist”.

Dopodiché, stando alle informazioni che attualmente abbiamo a riguardo, pare che non occorreranno microfoni o cuffie, ma il recording potrà avvenire esattamente come avviene con un semplice messaggio vocale su WhatsApp. A tal proposito anche Michael Mignano, il co-founder di Anchor, ha confermato che questa integrazione permetterà di pubblicare podcast “senza strumenti o hardware aggiuntivi“.

E per finire basterà inserire un titolo, la descrizione dell’episodio, volendo si potranno taggare altri podcast o un brano e postare il lavoro finito. Insomma, poche semplici mosse per realizzare un podcast su Spotify in maniera intuitiva, rapida e a costo zero!

Instagram, tutti i video diventano Reels?

La trasformazione di Instagram in TikTok continua. Dopo aver letteralmente copiato il format verticale e gli short video, arriva l’ultima novità: Meta sta testando la possibilità di convertire tutti i video in Reels!

A spargere la voce è stato l’analista e consulente social Matt Navarra con un tweet relativo a una nuova funzione sperimentale e lo screenshot dell’App di Instagram che indica testualmente che i post video possono essere pubblicati solo come Reels. Ma la vera domanda che ci poniamo è: quali sarebbero le conseguenze di questa scelta?

Prima di tutto, la possibilità sempre più remota di condividere contenuti in formato orizzontale, ma a questo ci stavamo già abituando. La vera novità è che l’audio dei video realizzati da qualsiasi account pubblico potrà essere riutilizzato o remixato da chiunque, proprio come accade su TikTok (non temete: questa funzione si può disattivare!). Naturalmente ciò non accadrà per i profili privati, i cui Reels resteranno visibili solo ai follower.

Inoltre, stando a quanto twittato da Navarra, pare che Meta stia testando questa novità anche su Facebook, con una notifica che permette di postare video in versione Reel, indirizzando l’utente sull’apposito editor.

In ogni caso, la scelta di Meta di trasformare tutti i video in Reels potrebbe avere riscontri tanto positivi quanto negativi: da un lato renderebbe più fluida e uniforme la circolazione dei contenuti, dall’altro andrebbe a limitare la durata dei contenuti, che dovranno restare entro il range di 90 secondi.

Sarà una novità positiva per i content creator? Lo scopriremo presto!

Il maximalism spopola sui social

Vi ricordate quando andava di moda il minimal e ci si vantava di possedere poche cose ma buone, e implicitamente passava il messaggio che bastava poco per stare bene? Ottimo, abbandonate questo lontano ricordo perché il cambio di rotta è stato radicale: il massimalismo ha preso il sopravvento nella vita reale e sui social!

Complici la pandemia e il lockdown, per evadere dalla sensazione di “prigione”, in molti hanno iniziato ad arredare i propri spazi domestici accumulando oggetti e vestiti. Così l’abbondanza ha stimolato la percezione collettiva, rendendo l’eccesso e l’ostentazione una via di fuga dal disagio e dalla pesantezza degli ultimi due anni.

Questa sensazione si è ripercossa, inevitabilmente, anche sui social, passando dal trend del minimalism a quello del maximalism. Stiamo assistendo a una vera e propria rivolta, con post dedicati a imponenti collezioni di oggettistica, look sempre più complessi e così via. Viviamo in un’epoca in cui sembra ormai naturale esibire tutto ciò che ci fa stare bene.

Su TikTok questo trend ha preso il nome di cluttercore: i tiktoker mostrano le loro camere senza un angolo libero, specificando che non sono accumulatori seriali, semplicemente non vogliono nascondere i loro oggetti solo per risultare più minimalisti sui social.

E così il trend riflette una situazione generazionale: se il minimalism apparteneva a un mondo in movimento ed evoluzione, il maximalism va a colmare il senso di solitudine che ha colpito i Millennials e la Generazione Z!

TikTok abbandona l’ipotesi di investire sul suo e-Commerce in Europa

Nel 2017 TikTok ha lanciato in Cina TikTok Shop, l’estensione che consente agli influencer di trasmettere in diretta e vendere contestualmente prodotti attraverso un cestino cliccabile sullo schermo dell’app. Fino a qualche mese fa l’intenzione del celebre social cinese era espandere il progetto e-Commerce in livestream in Europa e negli Stati Uniti.

Ma qualcosa pare essere andato storto. Secondo il Financial Times, pare che il lancio abbia riscontrato non pochi problemi: il colosso cinese aveva introdotto TikTok Shop in UK, primo mercato non asiatico dedicato all’esperimento, ma non ha raggiunto gli obiettivi sperati. Infatti gli influencer hanno addirittura abbandonato il programma, nonostante l’azienda offrisse loro incentivi in denaro per incoraggiarli a vendere attraverso l’app.

A tal proposito un dipendente di TikTok ha dichiarato che “Il mercato non è ancora pronto” e che “la consapevolezza e l’affezione da parte dei consumatori sono ancora basse e nascenti“.

Altre fonti interne, invece, hanno sostenuto che “anche se la futura espansione del servizio di e-Commerce potrebbe essere stata discussa in astratto, non c’è mai stato un piano concreto per il lancio nei mercati europei”.

Indipendentemente dalle voci di corridoio, una cosa è certa: TikTok voleva introdurre TikTok Shop in Europa e Stati Uniti entro la prima metà del 2022 e non è ancora successo… e noi resteremo in balia dei risvolti futuri!

Si chiude così il Read&Go di questa settimana: ci vediamo venerdì prossimo con le altre freschissime hot news!


Linda Colella

Content & Community Manager

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