Il successo da record di Wednesday, tutto ciò che c’è da sapere su Lensa Ai, l’esordio ufficiale di Twitter e l’addio di Meta al tracciamento pubblicitario

Wednesday, quando la serie da record diventa trend

In queste settimane la prima domanda che poniamo ai nostri amici non è “come stai” ma: hai visto Wednesday?

Con 341.2 milioni di ore visualizzate, Wednesday è la serie più vista in una settimana in tutta la storia di Netflix: è la storia dedicata all’adolescenza di Mercoledì Addams, anzi, un «fantastico rinnovamento della famiglia Addams», così l’ha definito il Guardian. Non era un’impresa facile, ma il genio di Tim Burton non si smentisce mai e ora la serie è letteralmente sulla bocca di tuttə.

Wednesday, interpretata da Jenna Ortega, è un personaggio che riesce ad attirare più attenzioni della trama stessa. In un mondo in cui la socialità è tutto, la voglia di solitudine e la sfrontatezza la distinguono dalla massa: così il suo sguardo, lo stile e la sua stranezza sono talmente forti da esprimere al meglio la potenza dell’outsider, tipica della famiglia Addams.

La protagonista ha già conquistato il mondo del beauty e della moda con le sue lunghissime trecce nere, la pelle chiarissima, la frangia morbida e il suo look gothic (o meglio dark-chic), inserendosi nella moda mainstream e diventando un tormentone delle passerelle internazionali.

Ma diciamoci la verità: il vero tratto iconico della serie è stato il ballo strampalato di Mercoledì, diventato virale nell’arco di un nanosecondo!

Su TikTok è in tendenza la Wednesday Dance, che si è stranamente evoluta con un sottofondo musicale diverso da quello della serie. Si tratta di un remix di Bloody Mary, il brano di Lady Gaga del 2011 tornato in voga proprio grazie alla serie! Poteva Lady Gaga sottrarsi al trend? Assolutamente no!

Tanto lo sappiamo che, TikTok o no, abbiamo ballato tuttə come Wednesday!

Cos’è Lensa Ai, l’App che sta spopolando sui social

Ultimamente i social sono pieni di foto ritoccate a mo’ di avatar e sicuramente ne avete beccate almeno 10 nell’arco di una scrollata! Stiamo parlando di Lensa Ai, l’App che crea illustrazioni colorate e personalizzate trasformando i soggetti in fate eteree, manga o seriosi astronauti.

L’azienda che sta dietro a Lensa Ai è Prisma Labs, già conosciuta nel 2016 grazie a un’app simile in grado di trasformare le foto in dipinti, ma non aveva avuto il successo globale ottenuto dalla funzione Magic Avatar di Lensa. Infatti i passi avanti nell’ambito dell’intelligenza artificiale (AI) generativa permettono all’App di creare risultati più variegati e notevoli rispetto al suo predecessore.

Le stime preliminari di Sensor Tower riportano che solo nei primi giorni di dicembre oltre 4 milioni di persone in tutto il mondo hanno scaricato Lensa Ai e, nello stesso periodo, oltre 8 milioni di dollari sono stati spesi dagli utenti per usufruirne.

Tuttavia la capacità di utilizzare l’intelligenza artificiale per creare avatar partendo da un selfie ha generato molte polemiche, soprattutto sul fronte della privacy digitale.

La preoccupazione riguarda in parte i dati che vengono inseriti e registrati nel sistema, infatti Lensa assicura che non verranno divulgati e che potrebbero essere usati solo per ottimizzare l’app. Le critiche riguardano perlopiù il fatto che le immagini utilizzate per “addestrare” l’intelligenza artificiale a realizzare gli avatar siano state “prese” dal web senza chiedere il permesso ai relativi proprietari.

Molti influencer hanno rinunciato all’utilizzo del filtro proprio per non danneggiare l’arte e il diritto d’autore dei vari grafici e illustratori. Voi invece, avete ceduto?

L’esordio ufficiale di Twitter

Signor e signor ce l’abbiamo fatta: questa settimana è ufficialmente partito il nuovo abbonamento di Twitter!

La piattaforma di Elon Musk ha annunciato che con il nuovo servizio sarà possibile caricare video più pesanti, correggere i propri post dopo la pubblicazione, vedere meno pubblicità e avere la famigerata spunta blu.

Invece non è stata fornita nessuna motivazione sul fatto che per gli account Apple è previsto un prezzo maggiorato del nuovo abbonamento. Infatti, rispetto a tutti gli altri che pagheranno 8 dollari al mese, questa categoria di utenti dovrà pagare 11 dollari. Secondo alcune fonti americane potrebbe essere una mossa per contenere i debiti dall’App Store di Apple a Twitter.

Un’altra novità da casa Musk è la cancellazione di oltre 1,5 miliardi di account inattivi da anni. La news è stata annunciata direttamente dal patron Tesla sulla piattaforma, spiegando che “queste sono evidenti cancellazioni di account con nessun tweet e accesso per anni“.

Il nostro consiglio? Correte a twittare qualsiasi cosa, prima che sia troppo tardi!

Meta: addio al tracciamento pubblicitario?

La volontà dei regolatori della privacy dell’Unione Europea è semplice e definita: Meta non dovrebbe utilizzare i termini di servizio per richiedere agli utenti di accettare annunci in base alla loro attività digitale e ai loro interessi.

Così su Facebook, Instagram, Whatsapp si va verso l’addio al tracciamento pubblicitario.

In base a quanto riportato dal Wall Street Journal, la decisione è stata presa dall’EDPB, il Comitato europeo per la Protezione dei Dati, che nello specifico ha richiesto alla Commissione Irlandese per la Protezione dei Dati di accordarsi per emanare ordini e sanzioni. Infatti l’Irlanda è il regolatore principale della privacy di Meta in Europa, in quanto sede europea dell’azienda.

Comunque le decisioni dell’Unione Europea possono essere impugnate da Meta, quindi non sono efficaci fino al termine di un contenzioso, che sarà probabilmente lungo. Tuttavia, al di là di Meta, se queste decisioni dovessero essere confermate, le difficoltà a mostrare annunci pubblicitari personalizzati potrebbero sorgere anche per altre piattaforme.

Attualmente sui canali Meta gli utenti possono scegliere se personalizzare gli annunci con dati provenienti da siti e app di terzi, così come Apple chiede agli utenti iPhone se accettano o meno che un’app possa tracciarli attraverso app o siti… E quest’ultimo modus operandi aveva già gravato abbastanza sui ricavi Meta.

In ogni caso si tratta di un depotenziamento importante della capacità pubblicitaria di Meta, lo confermano anche i vari analisti che stanno osservando la situazione in questi giorni, come l’esperta Debra Aho Williamson di Insider Intelligence: “La decisione delle autorità di regolamentazione dell’UE, se confermata, avrebbe un impatto drammatico sulle entrate di Meta in Europa, mettendo in ginocchio la sua capacità di utilizzare le informazioni sulle attività degli utenti sulla piattaforma per vendere pubblicità mirata. L’Europa già ora è la regione in cui Meta aveva subito le maggiori perdite di utenti e di fatturato”.

Cosa ne sarà del gigante californiano?

E anche questo numero di Read&Go è già finito, ti diamo appuntamento a settimana prossima con le solite freschissime news!


Linda Colella

Content & Community Manager

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