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Spesa online quarantena coronavirus

L’avanzata della spesa online e gli effetti del COVID-19

L’adozione di una certa tecnologia nella pratica comune non è mai casuale. Un’innovazione tecnologica per attecchire nella quotidianità delle persone ha bisogno di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

Il periodo deve essere conveniente per l’adozione di questa tecnologia e il suo stato di evoluzione dev’essere maturo abbastanza da rendere facile, per le persone, usarla e farla propria.

L’uso massivo dello shopping online che è stato registrato nelle ultime settimane, con picchi in Cina di traffico e vendite parti al +300%, non è frutto di una banale coincidenza.

Se l’effetto scatenante è stato il ricorso alla quarantena forzata da parte di molti governi, non bisogna dimenticare altri elementi portanti di questo fenomeno trasversale a livello internazionale.

La facilità di accesso a internet, lo sviluppo dello UX design nell’ottica di creare piattaforme inclusive e comprensibili, la diffusione di metodi di pagamento sicuri e la potenza dei social media sono tutti fattori che hanno influito sulla riuscita del commercio online.

I dispositivi con cui accediamo, gli smartphone, da proprietà di un’elite ristretta si sono diffusi anche tra i meno giovani, rendendo il collegamento con gli store online più facile e veloce.

Il risultato è stato un generale stato di fiducia che, come evidenziato da Nielsen data, ha permesso al trend positivo a cui stiamo assistendo di prendere vita.

Fare spesa online: contraddizioni e necessità all’ombra della pandemia

Il consumo online è un fenomeno complesso, caratterizzato da pesanti contraddizioni: una tra tutte?

L’inquietudine che il consumatore prova dovendo pagare per qualcosa che potrebbe anche non arrivargli. La mancanza di interazione fisica è uno degli elementi più a sfavore della vendita online a cui hanno cercato di rimediare i grandi colossi investendo sull’ottimizzazione dell’esperienza utente nell’area carrello e checkout, ad esempio.

La contraddizione si trova nel fatto che ogni azione, ogni transazione online sia decisamente più tracciabile che in un negozio fisico. Perché le persone si sentono meno sicure allora?

Ma soprattutto perché ora questo discorso sembra essere caduto in secondo piano?

Osservando lo sviluppo della situazione è possibile riscontrare tre cause legate alla crescita esponenziale del traffico e delle vendite su e-commerce:

  • La paura del contagio e la quarantena imposta hanno fatto sì che le persone cercassero nuovi modi per acquistare quello che gli serve.
  • Il bisogno di rassicurazione ha portato molte persone a tenersi aggiornate online, passando quindi molto più tempo del normale su Internet.
  • La necessità di beni primari ha spinto le persone a fare la spesa online, comodamente seduti sul proprio divano, piuttosto che uscire.

Paura, bisogno di rassicurazione e necessità sono quindi le tre leve dell’avanzata dell’e-commerce. Se lo scenario è tecnologico ciò che lo smuove è qualcosa di antico e onnipresente nella vita dell’uomo.

In quest’ottica, la tecnologia, e-commerce in primis, deve tenere conto di cosa spinge all’acquisto e ragionare su come la vendita online possa rispondere alle necessità delle persone oggi.

E-commerce e commercio digitale: si salvi chi è pronto

Ci sono settori logisticamente più avanzati in questo momento di crisi perché avevano già fortemente investito sull’e-commerce, ad esempio l’abbigliamento e il settore beauty.

Altri, come i supermercati e i negozi che trattano merce fresca, si sono trovati in pochi giorni a dover sopperire a un volume di richiesta molto alto senza gli strumenti necessari.

Possiamo quindi considerare due velocità all’interno del sistema e-commerce: quella della domanda e quella dell’offerta ed entrambe, a causa del coronavirus, hanno subito una brusca accelerata.

In particolare il settore dei beni di prima necessità (negozi di prodotti alimentari, supermercati, farmacie e negozi per animali) può vantare una curva in crescita nell’ambito delle vendite online che sicuramente avrà un’influenza, ad emergenza finita, sul modo in cui le persone vedono il commercio su internet.

Addirittura in alcune parti del mondo, come in Corea del Sud, le vendite online hanno superato in percentuale quelle offline, giusto per determinare la portata del fenomeno.

spesa online quarantena covid-19

Tecnologia e commercio elettronico: il futuro che ci aspetta

Senza andare troppo in là nel tempo, proiettando scenari futuristici, sarà possibile parlare di tecnologia non come eccezione ma come regola.

Terminata l’emergenza, la coda lunga degli effetti della quarantena troverà massima espressione nella consapevolezza che i consumatori e i negozi hanno dell’online.

L’aspetto più interessante sarà scoprire come il singolo e-commerce porterà avanti il rapporto con la clientela. Ad esempio le prospettive, per un’attività che ha sempre investito nel retail, sono quelle di unire le potenzialità dell’e-commerce con la funzionalità del negozio fisico, studiando strategie omnichannel performanti grazie a touchpoints diversificati.

Cambiando le abitudini dei consumatori e le esigenze delle aziende anche nelle agenzie di comunicazione i reparti di sviluppo e marketing opereranno in collaborazione e non in antitesi, per sviluppare risposte adatte al rinnovato mercato.

(Web) Design democratico per permettere a tutti di acquistare online

Si è sempre parlato di design a misura d’uomo.

La spinta tecnologica che caratterizza questo periodo ci permette non solo di aggiungere il prefisso web a design, pensando alla moltitudine di piattaforme e-commerce nate in questi mesi, ma anche di considerare l’innovazione con una nuova accezione democratica e non come costrizione.

Toccheremo con mano la diffusione di e-commerce riprogettati per essere compresi da tutti e caratterizzati da un web-design user-centrico, inclusivo ed efficace.
Importante sarà la collaborazione tra UX design e UX copywriting che, tramite elementi grafici e parole, faciliteranno il percorso utente anche della fascia di consumatori over 60, che nel frattempo si è avvicinata all’online.

Per la prima volta, nell’avanzata del consumo online, la domanda è estremamente favorevole ed è l’offerta a dover rispondere efficacemente tenendo conto degli aspetti umani che si celano dietro il commercio elettronico e ottimizzando i propri canali di comunicazione.


Nell’ottica che caratterizza da sempre Magilla, ovvero quella della “tecnologia utile e sostenibile”, abbiamo scelto di lanciare Lamiaspesa.casa, la piattaforma gratuita e solidale che dà maggiore visibilità agli eCommerce che scelgono di sostenere la battaglia contro il COVID-19

Lamiaspesa.casa è stato creato per rispondere a un bisogno evidente in questo periodo: trovare rapidamente eCommerce per la spesa quotidiana e, allo stesso tempo, stimolare gesti di supporto contro il Coronavirus.


La piattaforma raccoglie gratuitamente tutti gli e-commerce attivi durante l’emergenza da Coronavirus (COVID-19), divisi per categorie merceologiche. Con pochi click gli utenti possono trovare il negozio che meglio risponde alle loro esigenze, fare la spesa e riceverla direttamente a casa.

Il tratto distintivo de Lamiaspesa.casa è quello di dare maggiore visibilità agli eCommerce Donor, ovvero a quegli eCommerce che hanno scelto di sostenere la battaglia contro il Coronavirus con una azione solidale.
Molti negozi si sono impegnati a donare parte dei loro ricavati o hanno istituito iniziative di particolare rilievo come quelle della “Spesa Sospesa” per supportare gli utenti in queste giornate particolarmente difficili.
Su Lamiaspesa.casa tali iniziative sono sottolineate attraverso il badge “Donor” e ripagate in visibilità gratuita.

Sul sito Lamiaspesa.casa troverete tutte le indicazioni necessarie per donare diretamente alla Fondazione Sant’Orsola, a BimboTu e alle altre Onlus che hanno scelto di essere in prima linea contro il COVID-19.

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