YouTube sfida TikTok con Shorts incentivando la monetizzazione, Spotify lancia gli audiolibri sulla piattaforma, Alexa potrebbe rispondere alle domande con pubblicità, i dati degli utenti su Twitter sono davvero in pericolo?

YouTube sfida TikTok e incentiva la monetizzazione su Shorts

Il colosso di Mountain View decide di sfidare TikTok con il lancio di Shorts, la nuova suite per video brevi che si pone come strategia per portare i creators a riconsiderare la piattaforma per i propri contenuti. Da qualche giorno è stato comunicato che Shorts entrerà a far parte del programma Partner di YouTube: questo significa che i creator potranno cominciare a remunerare tramite la pubblicità generata sul servizio. 

L’obiettivo conclamato è quello di fronteggiare i numeri di TikTok con un’offerta economica migliore, quindi non solo di rafforzare la presenza dei propri utenti ma anche di guadagnarne nuovi, magari nati direttamente sulla suite rivale di proprietà Byte Dance. 

Nel dettaglio, dal 2023 i creator con più di 1000 iscritti e 10 milioni di view (negli ultimi 90 giorni) potranno presentare domanda di adesione al nuovo programma. Questo potrebbe portare il 45% degli introiti nelle loro tasche, mentre il 55% del totale resterà a YouTube. Senza contare che i creator potranno continuare ad utilizzare musiche e contenuti originali senza dover badare a SIAE o diritti d’autore alternativi, proprio come accade con TikTok.

Dopo la partenza di questo nuovo piano di remunerazione, l’obiettivo di YouTube è quello di rendere più semplice la monetizzazione anche per chi non ha raggiunto i numeri di cui sopra, analogamente a quanto già succede su Twitch, ad esempio.

Spotify amplia l’offerta con gli audiolibri: più di 300.000 titoli già sulla piattaforma

Spotify non si pone limiti e apre anche al mondo degli audiolibri. Nonostante diversi audio creator pubblichino già da tempo libri letti con la struttura del podcast, fino ad ora non esisteva una vera e propria sezione di audiolibri sulla piattaforma musicale. 

Da qualche giorno, invece, gli utenti di Spotify negli USA possono acquistare e ascoltare più di 300.000 audiolibri dai temi più disparati, spesso letti anche da speaker di fama. La suite svedese di Daniel Ek quindi diventa una vera e propria piattaforma di destinazione all-in-one, con tutti (o quasi) i contenuti audio utilizzati nell’attualità disponibili in una sola app. 

Gli audiolibri sono una tipologia di contenuto ideale per completare il pacchetto, non ancora del tutto sfruttati ma in crescendo del 20% ogni anno, rispetto al mercato del libro in generale. Per l’occasione, infatti, su Spotify è stata prodotta una nuova interfaccia che riporta alla sezione audiolibri, che si mette in relazione alle divisioni di musica e podcast. 


Controllo della velocità, bookmarking automatico per segnare il punto di interruzione, modalità download e relativo ascolto offline: queste sono le funzioni che supporteranno gli audiolibri su Spotify, inclusa anche la possibilità di valutare il contenuto e pubblicare i feedback.

Alexa risponderà alle domande con la pubblicità

In futuro, Alexa potrebbe rispondere alle domande degli utenti con della pubblicità. È il nuovo piano di Amazon chiamato “I clienti chiedono ad Alexa”, il quale porterà l’assistente vocale ad essere il fulcro del nuovo advertising, per le aziende che si affidano al colosso di Bezos. 

Le aziende che sono iscritte al Registro marche di Amazon potranno proporre e inserire risposte alle domande più comuni degli utenti, ad esempio: “Alexa, come faccio a stirare la mia camicia?”. Magicamente, l’assistente vocale potrebbe rispondere con il miglior ferro da stiro verticale in vendita su Amazon: “ad un prezzo scontatissimo”. 

Un servizio che potrebbe creare uno scenario innovativo per quanto avanguardistico, in tema advertising. Soprattutto per la rapidità e la tipologia di accesso con cui un’azienda potrebbe arrivare ad un potenziale prossimo cliente


Il piano sarà disponibile in fase sperimentale da ottobre 2022, per alcune aziende selezionate in base a criteri precisi. Non è escluso che già dai primi mesi del 2023 possa essere messo sul mercato, accessibile per tutte le aziende che lo richiedano.

I dati degli utenti su Twitter sono in pericolo: le affermazioni di Zatko 

Parole dure e accuse pesanti quelle che Peiter Zatko, ex capo della sicurezza di Twitter, rivolge al colosso social parlando di dati degli utenti in pericolo. “Twitter non sa né quali dati ha tra le mani, né da dove provengano e quindi, ovviamente, non possono proteggerli”. 

Sarebbe sicuramente stato diverso se un utente qualsiasi avesse twittato affermazioni del genere, quello che più spaventa è la provenienza dell’accusa, appunto fatta dall’ex responsabile effettivo della sicurezza

La prima impressione è quella che Twitter abbia perso la bussola, a causa della mole di dati che passa sin dall’apertura della piattaforma e la mancanza di un controllo effettivo dall’inizio. Questo, infatti, fu uno dei motivi che portò Jack Dorsey ad assumere proprio Zatko per cercare di fare ordine in merito. “Mudge”, così il suo soprannome, è una sorta di figura mitologica nell’ambito della cybersicurezza, avendo svolto incarichi di spicco negli anni ‘90 in prestigiose e, al tempo, sperimentali realtà digitali americane. 

Proprio quest’anno però, Zatko viene licenziato per “scarso rendimento sul lavoro”, una motivazione che non porta altri dettagli. Egli aveva rilevato importanti falle nel sistema di sicurezza dati di Twitter, tra cui un uso di software non aggiornati e facilmente vulnerabili. Non solo, perché addirittura in alcuni casi, Twitter non avrebbe cancellato i dati di utenti che ne hanno fatto richiesta, tenendo la sua “cache” figurativa intrisa di dati sensibili e identitari contro il volere dei proprietari. 

Fra affermazioni come queste e, a quanto pare segnalata dall’FBI, la presenza di spie del Governo cinese, l’immagine di Twitter sembra vacillare in modo non indifferente, soprattutto dopo la querelle Musk che sicuramente ha lasciato strascichi. Attendiamo aggiornamenti. 

Per i prossimi sviluppi della faccenda e molto altro ancora, segui il prossimo numero di Read & Go. L’appuntamento si rinnova venerdì prossimo!


Stefano Barbaro

Content Manager & Podcast Specialist di Magilla, speaker radio, aspirante editor e tutto ciò che non so di essere.

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